Quanto costa il certificato di residenza nel 2026: 0, 16 o 21 euro, e spesso non vi serve
Prima di pagarlo, vale la pena sapere che nella maggior parte dei casi l'ufficio che ve lo chiede non ha il diritto di chiedervelo. E che il portale gratuito è gratuito solo a certe condizioni.
I tre prezzi, e da cosa dipendono
| Canale | Uso esente da bollo | Uso non esente |
|---|---|---|
| Portale ANPR, online | 0 € | 16 € di bollo via PagoPA |
| Sportello comunale | 0,26 – 0,52 € di segreteria | 16 € + segreteria, circa 16,70 € |
| Servizi online privati | 4 – 25 € | 4 – 25 € più il bollo |
La variabile che decide il prezzo non è il canale: è l’uso che dovete farne.
Se l’uso rientra tra quelli esenti dalla Tabella B del DPR 642/1972, il certificato è gratuito. Se non ci rientra, i 16 euro si pagano ovunque, anche online.
“Su ANPR è gratis” è vero a metà
È la frase che trovate ovunque e che manda allo sportello persone convinte di aver sbagliato qualcosa.
Dal 15 novembre 2021 il portale dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente consente di scaricare il certificato in autonomia con SPID, CIE o CNS, senza diritti di segreteria. Quella parte è vera e vale sempre.
Ma il portale vi chiede obbligatoriamente di selezionare il motivo dell’esenzione dal bollo. Se il vostro uso non è tra quelli previsti, ANPR vi reindirizza al pagamento dei 16 euro tramite PagoPA esattamente come farebbe il Comune.
Quindi: ANPR fa risparmiare i diritti di segreteria e la coda, non l’imposta di bollo.
Tra i casi di esenzione più comuni ci sono le pratiche di separazione e divorzio, l’adozione di minori, le controversie di lavoro, i procedimenti penali e gli usi sportivi. Le ONLUS, le associazioni di volontariato iscritte ai registri regionali e le federazioni riconosciute dal CONI sono esenti in quanto tali.
La cosa che vi fa risparmiare davvero
Prima di comprare qualsiasi certificato, fatevi questa domanda: chi me lo sta chiedendo?
Se è una pubblica amministrazione o un gestore di pubblici servizi, quindi banche convenzionate, Poste, fornitori di luce, gas e acqua, non può pretendere il certificato. Deve accettare l’autocertificazione, che è una dichiarazione sostitutiva firmata da voi, ha lo stesso valore legale, è gratuita e non richiede alcun bollo.
Non è una cortesia: è la regola.
Il certificato serve realmente solo verso soggetti privati che non rientrano in quelle categorie, e in quel caso l’uso non è quasi mai esente, quindi i 16 euro si pagano.
Se un ufficio pubblico vi manda a comprare un certificato di residenza, fate presente che l’autocertificazione è sufficiente. Nella maggior parte dei casi la conversazione finisce lì.
Il certificato storico costa tutt’altra cifra
Il certificato storico, quello che ricostruisce tutte le residenze precedenti, è un documento diverso e non è disponibile su ANPR.
Va richiesto allo sportello, richiede una ricerca d’archivio, e i tempi vanno da 5 a 30 giorni lavorativi.
| Comune | In carta libera | In bollo |
|---|---|---|
| Roma Capitale | 5,16 € | 21,32 € |
| Milano | 5,00 € | 21,00 € |
| Torino | 5,16 € | 21,16 € |
I diritti di segreteria sono maggiorati rispetto al certificato ordinario perché pagano il lavoro di ricerca, e possono salire ancora quando la ricostruzione copre molti decenni.
Una distinzione utile: le residenze dal 1° gennaio 2022 in poi si ottengono gratuitamente su ANPR con il certificato di residenza con decorrenza. Solo per quelle precedenti serve lo storico allo sportello.
Quanto dura, e come farlo durare di più
I certificati anagrafici valgono sei mesi dalla data di rilascio.
C’è però una possibilità che quasi nessuno usa: se alla scadenza i dati non sono cambiati, potete prorogarne la validità con una dichiarazione in calce firmata da voi, invece di comprarne un altro. Su un documento in bollo sono 16 euro risparmiati.
I rivenditori online
Cercando questo certificato troverete servizi che ve lo forniscono tra i 4 e i 25 euro.
Sono distributori che rivendono un documento ottenibile sul portale pubblico a zero euro, o a 16 se l’uso non è esente. Il PDF ha lo stesso valore e lo stesso sigillo.
Hanno un senso concreto in un caso solo: se non avete SPID, CIE o CNS e non volete andare allo sportello. Fuori da quel caso, state pagando l’intermediazione.
Le domande da fare prima di pagare
- Chi mi chiede il certificato è una PA o un gestore di pubblici servizi? Se sì, basta l’autocertificazione.
- L’uso rientra in un’esenzione da bollo? Se sì, su ANPR è gratis.
- Mi serve lo storico o basta la residenza attuale? Lo storico costa venti euro in più e richiede settimane.
- Ne ho già uno emesso da meno di sei mesi? Allora è ancora valido.
Documenti collegati
Il cambio di indirizzo non richiede di rifare la carta d’identità e non costa nulla: i conti sono nella guida su quanto costa cambiare residenza. Per il documento vero e proprio, invece, vedete quanto costa la carta d’identità elettronica.
Come abbiamo verificato questi dati
Le esenzioni dall’imposta di bollo derivano dalla Tabella B del DPR 642/1972. La gratuità dei certificati sul portale ANPR è in vigore dal 15 novembre 2021. Il valore dell’autocertificazione nei rapporti con la PA e con i gestori di pubblici servizi è stabilito dal DPR 445/2000.
I diritti di segreteria sono deliberati da ciascun Comune e quelli riportati sono rilevazioni sulle tre principali città: verificate l’importo del vostro Comune prima di andare allo sportello.
Domande frequenti
Quanto costa il certificato di residenza nel 2026?
Zero euro sul portale ANPR quando dichiarate un uso esente dall'imposta di bollo previsto dalla Tabella B del DPR 642/1972. Sedici euro di bollo quando l'uso non rientra in alcuna esenzione, pagabili con PagoPA anche online. Allo sportello comunale si aggiungono i diritti di segreteria, in genere tra 26 e 52 centesimi.
È vero che su ANPR è gratis?
Solo in parte, ed è l'equivoco più diffuso. Il portale non applica diritti di segreteria, quindi il certificato è davvero gratuito quando l'uso è esente da bollo. Se l'uso non è esente, ANPR reindirizza al pagamento dei 16 euro di imposta di bollo come farebbe il Comune.
Quando posso usare l'autocertificazione al posto del certificato?
Sempre, nei rapporti con le pubbliche amministrazioni e con i gestori di pubblici servizi, quindi banche convenzionate, Poste e fornitori di luce, gas e acqua. L'autocertificazione è gratuita, non richiede bollo e ha lo stesso valore del certificato. Il certificato serve davvero solo verso i privati che non sono tenuti ad accettarla.
Quanto costa il certificato storico di residenza?
Molto di più, perché non è disponibile su ANPR e va richiesto allo sportello. Ai 16 euro di bollo si sommano diritti di segreteria maggiorati: circa 21 euro a Roma, Milano e Torino per la versione in bollo. I tempi vanno da 5 a 30 giorni lavorativi, perché richiede una ricerca d'archivio.
Quanto vale un certificato di residenza?
Sei mesi dalla data di rilascio, come previsto per i certificati anagrafici. Se alla scadenza i dati non sono cambiati, si può prorogarne la validità con una dichiarazione in calce firmata dall'interessato, senza doverne comprare un altro.
Conviene usare i servizi online a pagamento?
Sono distributori che rivendono un documento che sul portale pubblico costa zero o 16 euro. Le tariffe rilevate vanno da circa 4 a 25 euro. Il PDF che ricevete ha lo stesso valore: quello che pagate in più è l'intermediazione, utile solo a chi non ha SPID né CIE.
