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Quanto costa cambiare residenza nel 2026: zero, e i 57 euro che leggete online non esistono più

La risposta è zero euro, e vale anche per patente e libretto. Il problema è che metà delle guide online cita ancora bollettini da 32 euro e marche da bollo per un adempimento che non esiste più dal 2021.

A cura di Aggiornato il 9 settembre 2026

La risposta breve

Voce Costo
Dichiarazione di residenza, online o allo sportello 0 €
Aggiornamento indirizzo su patente 0 €
Aggiornamento indirizzo su libretto o Documento Unico 0 €
Carta d’identità non va rifatta
Totale 0 €

Non è una semplificazione. È letteralmente gratuito, e lo è per tutti i documenti collegati.

I 57 euro che continuano a circolare

Se avete cercato questa informazione altrove, probabilmente avete trovato un elenco di questo tipo: bollettino sul conto 9001 da circa 32 euro, imposta di bollo da 16 euro, diritti ministeriali da circa 9 euro, per un totale intorno ai 57.

Quella procedura non esiste più per le persone fisiche.

Fino al 2021, dopo il cambio di residenza arrivava a casa un tagliando adesivo da applicare sul libretto di circolazione e sul certificato di proprietà, e per averlo si pagavano quei bollettini. Dal 1° ottobre 2021, con l’introduzione del Documento Unico di circolazione e proprietà, l’aggiornamento avviene negli archivi informatici e non produce più alcun documento fisico.

Niente tagliando, niente bollettini, niente marca da bollo.

Il vecchio meccanismo sopravvive solo per le persone giuridiche. Se siete un privato cittadino e un’agenzia vi chiede 57 euro per aggiornare il libretto, state pagando per una pratica che il sistema fa da solo.

Come funziona l’aggiornamento automatico

Quando presentate la dichiarazione di residenza, il Comune raccoglie anche gli estremi della patente e le targhe dei veicoli intestati, attraverso il modulo DTT 954 I.

Da lì il Comune trasmette i dati al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che aggiorna gli archivi della Motorizzazione e del PRA.

Voi non fate nulla e non ricevete nulla. L’indirizzo stampato sulla patente e sul libretto resta quello vecchio, ed è perfettamente regolare: quello che conta è il dato negli archivi, non l’inchiostro sulla tessera.

Portate con voi gli estremi della patente e le targhe quando fate la dichiarazione. Se li dimenticate, l’aggiornamento non parte e dovrete tornare.

Quando invece si paga

Ci sono tre casi in cui il cambio di residenza genera davvero una spesa.

Se volete il documento fisico con il nuovo indirizzo. Non è obbligatorio e non serve a niente sul piano legale, ma se lo volete si tratta di un duplicato e si paga come tale. I costi sono quelli del duplicato della patente.

Se vi trasferite in un’altra Regione. Il bollo auto si versa alla Regione di residenza del proprietario, e le aliquote non sono uguali ovunque. Lo stesso veicolo può costare qualche decina di euro in più o in meno all’anno. Non è una spesa del cambio di residenza, ma è una conseguenza diretta e vale la pena saperlo prima.

Se il Comune chiede diritti di segreteria per certificati collegati richiesti allo sportello. Sono importi modesti e non riguardano la dichiarazione in sé.

Le tre strade

Online su ANPR. Dal 2022 si dichiara la residenza su anpr.interno.it con SPID, CIE o CNS, anche per l’intero nucleo familiare, seguendo lo stato della pratica. Gratuito e disponibile a qualsiasi ora.

Allo sportello dell’anagrafe del nuovo Comune.

Per PEC o raccomandata.

Servono in ogni caso: documento d’identità valido e codice fiscale di tutti i componenti che si trasferiscono, il modulo di dichiarazione di residenza, e il titolo che giustifica l’occupazione dell’alloggio, cioè contratto d’affitto registrato, atto di proprietà o dichiarazione di ospitalità.

Quest’ultimo è il documento che blocca più pratiche. Se siete ospiti di qualcuno, serve la sua dichiarazione firmata: procuratevela prima di iniziare.

Cosa non si aggiorna da solo

L’automatismo copre l’anagrafe, la patente e i veicoli. Tutto il resto no.

Vanno comunicati separatamente:

La TARI è quella che genera più problemi: se non chiudete la posizione nel Comune di partenza, continuate a ricevere avvisi per un immobile che non occupate più.

Come abbiamo verificato questi dati

La gratuità della procedura e l’aggiornamento automatico di patente e documento di circolazione derivano dalla normativa in vigore dopo l’introduzione del Documento Unico, dal 1° ottobre 2021. La validità della carta d’identità in caso di cambio di indirizzo è stabilita dalla circolare del Ministero dell’Interno n. 24 del 31 dicembre 1992.

Gli importi citati da alcune guide per l’aggiornamento del libretto si riferiscono alla procedura precedente e non sono più applicabili ai privati cittadini.

Domande frequenti

Quanto costa cambiare residenza nel 2026?

Niente. La dichiarazione di residenza è gratuita, sia online sul portale ANPR sia allo sportello dell'anagrafe. Non si pagano marche da bollo né diritti di segreteria, salvo rari casi in cui alcuni Comuni chiedono un piccolo importo per certificati collegati.

Devo pagare per aggiornare patente e libretto?

No. L'aggiornamento dell'indirizzo su patente e documento di circolazione avviene in automatico: il Comune trasmette i dati al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che aggiorna gli archivi. Non si pagano bollettini alla Motorizzazione e non arriva alcun tagliando adesivo.

Perché molte guide parlano di 57 euro?

Perché citano la procedura precedente, quando l'aggiornamento del libretto richiedeva un versamento sul conto 9001, un'imposta di bollo e i diritti ministeriali. Dal 1° ottobre 2021, con l'introduzione del Documento Unico, quella pratica non si fa più per le persone fisiche. Le guide non aggiornate continuano a riportarla.

Devo rifare la carta d'identità?

No. Il cambio di indirizzo non rende invalida la carta d'identità, che resta valida fino alla scadenza naturale. Lo stabilisce una circolare del Ministero dell'Interno del 1992. Lo stesso vale per la patente.

Cosa cambia davvero nel portafoglio?

Il bollo auto, se vi trasferite in un'altra Regione. La tassa si versa alla Regione di residenza del proprietario e le aliquote variano, quindi lo stesso veicolo può costare qualche decina di euro in più o in meno all'anno.

Si può fare tutto online?

Sì. Dal 2022 la dichiarazione si presenta sul portale ANPR con SPID, CIE o CNS, anche per l'intero nucleo familiare, seguendo lo stato della pratica dal sito. In alternativa restano lo sportello dell'anagrafe, la PEC e la raccomandata.