Quanto costa il certificato di stato di famiglia nel 2026: 16 euro di bollo, o niente
Il certificato in sé è gratuito: si paga il bollo da 16 euro, e solo se l'uso che ne fate non è esente. Il resto dipende da dove lo chiedete e da quanto indietro nel tempo dovete andare.
I prezzi, canale per canale
| Dove lo chiedete | Uso esente da bollo | Uso non esente |
|---|---|---|
| Portale ANPR, online | 0 € | 16 € di bollo con PagoPA |
| Sportello dell’anagrafe | 0,26 € di diritti | 16,52 € |
| Ufficio postale Polis, allo sportello | 2,15 € | 18,15 € |
| Ufficio postale Polis, postazione self | 0 € | non disponibile |
Il prezzo non lo decide il canale: lo decide l’uso che dovete fare del certificato. Tutti i certificati anagrafici pagano il bollo da 16 euro, salvo i casi di esenzione previsti dalla legge.
Allo sportello del Comune si aggiungono i diritti di segreteria, di norma 52 centesimi, ridotti a 26 se il certificato è esente. All’ufficio postale si paga il servizio, 2,15 euro a certificato, mentre dalla postazione self è gratuito ma si ottengono solo certificati esenti.
Online su ANPR, senza code
Dal 15 novembre 2021 il portale dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente rilascia i certificati anagrafici online: oggi sono 15 tipi. Tra questi ci sono lo stato di famiglia, lo stato di famiglia con rapporti di parentela e lo stato di famiglia e di stato civile.
Si entra con SPID, CIE o CNS e si può chiedere il certificato per sé o per un familiare convivente. Non si pagano diritti di segreteria.
Dal 2 agosto 2023 lo stesso portale rilascia anche i certificati in bollo: i 16 euro si pagano online con PagoPA e il bollo è applicato in forma digitale. Se l’uso è esente, si indica il motivo e il certificato non costa nulla.
Quando il bollo non si paga
L’esenzione dipende dall’uso, e va dichiarata quando si chiede il certificato. I casi più comuni:
- pratiche di pensione, assicurazioni sociali obbligatorie e assegni familiari;
- cause di lavoro, di previdenza e di pensione;
- iscrizione, frequenza ed esami nella scuola dell’obbligo, e borse di studio;
- separazione, divorzio, adozione e affidamento di minori;
- interdizione e amministrazione di sostegno;
- procedimenti penali e disciplinari;
- certificati chiesti da ONLUS, associazioni sportive dilettantistiche e società sportive su richiesta della propria federazione.
Dichiarare un’esenzione che non spetta non conviene. Se il certificato esente viene usato per uno scopo diverso da quello indicato, l’Agenzia delle Entrate può sanzionare sia chi lo usa sia chi lo riceve.
Spesso non vi serve affatto
Prima di pagare, chiedetevi a chi va il certificato. Dal 2012 gli enti pubblici e i gestori di pubblici servizi non possono più chiedere certificati: devono accettare l’autocertificazione, che è gratuita e ha lo stesso valore.
Lo stato di famiglia è tra i dati che si possono autocertificare, come la residenza e l’esistenza in vita (articolo 46 del DPR 445 del 2000). Il certificato vero serve solo verso i privati: un notaio, un’assicurazione, la banca che vi concede un mutuo.
Se un ufficio pubblico ve lo chiede lo stesso, la guida sul certificato di residenza spiega come rispondere.
Il contestuale: più dati, un solo bollo
Se vi servono più dati, per esempio residenza e stato di famiglia, non chiedete due certificati. Il contestuale li riunisce in un unico documento, e un documento paga un solo bollo: 16 euro invece di 32.
Si chiede all’anagrafe del Comune, che può mettere insieme residenza, stato di famiglia, cittadinanza, stato civile ed esistenza in vita. Online, ANPR ne offre uno già pronto: lo stato di famiglia e di stato civile.
Lo storico costa di più, e cambia da Comune a Comune
Il certificato storico di stato di famiglia mostra com’era composta la famiglia a una certa data, comprese le persone che si sono trasferite o che sono morte. Non è tra i certificati di ANPR: lo rilascia l’anagrafe del Comune, che per i periodi più vecchi deve fare una ricerca d’archivio.
Alcune città lo rilasciano anche sul proprio portale. A Torino, per esempio, gli storici dal 1° novembre 1989 in poi si ottengono online o subito allo sportello; per quelli precedenti serve una prenotazione.
I costi li decide ogni Comune. Due esempi recenti:
| Comune | Diritti di ricerca | In più |
|---|---|---|
| Torino | 5,16 € per ogni persona, per i periodi prima del 1° novembre 1989 (2,58 € se esente) | bollo da 16 €, se dovuto |
| Rimini | 5,00 € per ogni nominativo, negli archivi non informatizzati (la metà se esente) | 40 € fissi per le ricerche prima del 1961, più il bollo |
A Torino lo storico in bollo di una famiglia di quattro persone costa 36,64 euro. I tempi sono lunghi: Torino indica 60 giorni, Rimini avverte che per le ricerche più complesse si possono superare i 180.
Chiedete solo le persone e il periodo che vi servono. A Torino e a Rimini si paga per persona, e a Rimini scendere sotto il 1961 costa 40 euro in più.
L’esistenza in vita
Certifica che una persona è viva alla data del rilascio, e si usa soprattutto per pensioni e assicurazioni. Si scarica da ANPR come gli altri, con le stesse regole: 16 euro di bollo, o zero se l’uso è esente.
Se serve per la pensione o per gli assegni familiari il bollo non è dovuto. E con gli enti pubblici e i gestori di pubblici servizi non serve nemmeno il certificato: basta l’autocertificazione.
Nascita, matrimonio e morte: niente bollo
I certificati e gli estratti di stato civile, cioè nascita, matrimonio, unione civile e morte, non pagano né bollo né diritti di segreteria. Torino lo scrive senza giri di parole: tutte le certificazioni di stato civile sono gratuite.
Si chiedono al Comune dove l’atto è registrato: allo sportello, per email o PEC, e in molte città anche online. Gli atti più recenti, registrati nel nuovo archivio nazionale dello stato civile, si scaricano anche da ANPR: a Torino quelli dal 28 ottobre 2025.
Attenzione al nome, però. Il certificato anagrafico di nascita o di matrimonio che trovate su ANPR è un certificato dell’anagrafe, e segue le regole del bollo come lo stato di famiglia.
Quanto vale
Lo stato di famiglia vale sei mesi dalla data di rilascio, perché la composizione della famiglia può cambiare. I certificati che attestano fatti che non cambiano, come la nascita, non scadono (articolo 41 del DPR 445 del 2000).
Le domande da fare prima di pagare
- Chi me lo chiede è un ente pubblico o un gestore di pubblici servizi? Se sì, basta l’autocertificazione.
- L’uso è esente dal bollo? Se sì, su ANPR è gratis.
- Mi servono più dati? Chiedete il contestuale: un bollo invece di due.
- Mi serve lo storico? Chiedete solo le persone e il periodo che servono davvero.
Come abbiamo verificato questi dati
L’elenco dei certificati online viene dagli annunci del Dipartimento per la trasformazione digitale e della rete consolare, il pagamento del bollo su ANPR dal Comune di Bitonto. Diritti di segreteria, costi degli storici e gratuità dello stato civile vengono dalla pagina della Città di Torino aggiornata al 14 agosto 2026 e dal modulo del Comune di Rimini. Le esenzioni sono quelle della Tabella B del DPR 642/1972 e della tabella del Comune di Padova.
I diritti per gli storici li decide ogni Comune: prima di andare allo sportello, controllate la pagina del vostro.
Fonti
- Anagrafe online: il Presidente Mattarella scarica il primo certificato digitaleDipartimento per la trasformazione digitale, 14 novembre 2021consultato il 12 ottobre 2026
- Certificati anagrafici per i cittadini iscritti alle anagrafi italiane (APR e AIRE)Consolato Generale d'Italia a Chicago, 23 novembre 2021consultato il 12 ottobre 2026
- I certificati in bollo sono ora scaricabili online sull'Anagrafe nazionale della Popolazione Residente (ANPR)Comune di Bitonto, 29 agosto 2023consultato il 12 ottobre 2026
- Certificati online con bollo: la nuova funzionalità ANPRLavoro e Diritti, 4 agosto 2023consultato il 12 ottobre 2026
- Richiedere un certificatoCittà di Torino, pagina aggiornata il 14 agosto 2026consultato il 12 ottobre 2026
- Richiesta di un certificato anagrafico storico (modulo)Comune di Rimini, Ufficio Anagrafeconsultato il 12 ottobre 2026
- Certificati anagrafici e di stato civile online: costi ed esenzioniComune di Padovaconsultato il 12 ottobre 2026
- Tabella B allegata al DPR 642/1972: atti esenti dall'imposta di bolloArchivio di Stato di Alessandria, Ministero della Culturaconsultato il 12 ottobre 2026
- Condizioni di servizio: certificati anagraficiComune di Calusco d'Addaconsultato il 12 ottobre 2026
- Certificati anagrafici negli Uffici Postali PolisPoste Italianeconsultato il 12 ottobre 2026
- Certificati anagrafici online gratis: vantaggi, limiti e sviluppi futuriAgenda Digitaleconsultato il 12 ottobre 2026
- Differenze tra certificato di stato di famiglia e certificato storico di stato di famigliaLentePubblica, 19 marzo 2021consultato il 12 ottobre 2026
- Certificato contestualeFacile.it, 6 dicembre 2024consultato il 12 ottobre 2026
- A cosa serve il certificato di esistenza in vita?LentePubblica, 9 febbraio 2023consultato il 12 ottobre 2026
Domande frequenti
Quanto costa il certificato di stato di famiglia nel 2026?
Sul portale ANPR 16 euro di imposta di bollo, pagabili con PagoPA, oppure zero se l'uso rientra in un'esenzione. Allo sportello dell'anagrafe si aggiungono 52 centesimi di diritti di segreteria, 26 se il certificato è esente. Negli uffici postali abilitati il servizio allo sportello costa 2,15 euro, più l'eventuale bollo.
Lo stato di famiglia si può scaricare gratis online?
Sì, su ANPR con SPID, CIE o CNS, per sé o per un familiare convivente, senza diritti di segreteria. È gratuito del tutto solo se dichiarate un uso esente dal bollo, per esempio una pratica di pensione, di separazione o di divorzio. Altrimenti il portale chiede i 16 euro con PagoPA.
Serve davvero il certificato o basta l'autocertificazione?
Con gli enti pubblici e con i gestori di pubblici servizi basta l'autocertificazione, che è gratuita: dal 2012 non possono chiedervi certificati. Il certificato serve solo verso i privati, per esempio un notaio o la banca che vi concede un mutuo.
Quanto costa il certificato storico di stato di famiglia?
Dipende dal Comune, perché richiede una ricerca d'archivio. A Torino, per i periodi prima del novembre 1989, si pagano 5,16 euro per ogni persona indicata più il bollo da 16: per una famiglia di quattro persone sono 36,64 euro. A Rimini 5 euro a nominativo, più 40 euro fissi se la ricerca va prima del 1961.
Cos'è il certificato contestuale e quanto costa?
È un unico certificato che riunisce più dati, per esempio residenza, stato di famiglia e cittadinanza. Paga un solo bollo da 16 euro invece di uno per certificato: se vi servono residenza e stato di famiglia, spendete 16 euro invece di 32.
Quanto costa il certificato di esistenza in vita?
Come gli altri certificati anagrafici: 16 euro di bollo, o zero se l'uso è esente, e su ANPR si scarica senza diritti. Se serve per la pensione o per gli assegni familiari il bollo non è dovuto, e con gli enti pubblici basta l'autocertificazione.
