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Quanto costa cambiare nome o cognome? Bolli, tempi e documenti da rifare

Cambiare nome o cognome costa 48 euro, cioè tre marche da bollo da 16. Nessuno dei tre importi è una parcella: sono imposte fissate per legge, identiche in tutta Italia. Ecco chi incassa ogni bollo, quando non si paga niente e quanto costa davvero rifare i documenti.

A cura di Aggiornato il 9 ottobre 2026

La cifra sale a 64 euro quando il comune di nascita e quello di residenza sono diversi, perché l’avviso va affisso in due comuni invece di uno. Scende a zero se il cognome provoca ridicolo o vergogna, oppure rivela che la persona è nata fuori dal matrimonio.

Gli importi vengono dall’articolo 3 della Tariffa allegata al DPR 642/1972 e non cambiano da provincia a provincia. Quello che cambia è il nome che ogni comune dà al modulo, e questo manda fuori strada più della cifra.

Le tre marche da bollo, una per volta

La procedura è quella degli articoli 89 e seguenti del DPR 396/2000. Si svolge in Prefettura, ma passa due volte dal comune, e ogni volta serve un bollo.

Passaggio Dove si consegna Bollo
Istanza al Prefetto Prefettura della provincia di residenza 16 euro
Richiesta di affissione dell’avviso Comune di nascita e comune di residenza 16 euro per comune
Richiesta di trascrizione del decreto Comune di residenza 16 euro

Il secondo passaggio è quello che fa variare il totale. La Prefettura autorizza l’affissione sia all’albo pretorio del comune di nascita sia a quello del comune di residenza, e ogni comune incassa la sua marca sulla richiesta che riceve. Chi è nato e risiede nello stesso comune ne presenta una sola.

Attenzione alla terza voce. Alcuni comuni la chiamano “annotazione”, altri “trascrizione”, altri la riferiscono al decreto definitivo del Prefetto. L’importo resta 16 euro: cambia solo l’etichetta sul modulo. Se vi sembra di aver pagato lo stesso bollo due volte, quasi sempre si tratta di questo.

Quando non si paga nulla

L’articolo 93 del DPR 396/2000 esenta da bollo e da ogni altra imposta tre situazioni:

L’esenzione copre l’intera procedura, non solo l’istanza iniziale.

Il perimetro però è stretto, e conviene saperlo prima di presentare la domanda in carta semplice. Con la risposta a interpello n. 267 del 22 ottobre 2025 l’Agenzia delle Entrate ha confermato che l’esenzione vale solo per questi casi e non si estende per analogia: ogni altra ragione, anche seria e ben documentata, resta soggetta al bollo. La stessa risposta precisa che il bollo si paga anche quando l’istanza arriva dall’estero tramite consolato. Il Ministero dell’Interno ha recepito il parere con la circolare n. 87 del 2025.

I 48 euro non sono il costo finale

Qui molte guide si fermano, e lasciano fuori la parte più cara. Un nome nuovo rende inservibili i documenti che riportano quello vecchio, e rifarli costa più dell’intera pratica in Prefettura.

Tra carta d’identità, patente e passaporto si superano di norma i 150 euro. Il costo vero della pratica è quindi circa quattro volte i 48 euro di bolli, e vale la pena metterlo nel conto all’inizio, non a decreto ottenuto.

Quanto tempo ci vuole

Due termini sono fissati dalla norma e non si comprimono:

Sono due mesi che scattano solo dopo che la Prefettura ha esaminato l’istanza e ha autorizzato l’affissione con un primo decreto. Quella fase istruttoria non ha un termine di legge e dipende dal carico dell’ufficio, quindi la durata complessiva varia molto da una provincia all’altra. Chi presenta la domanda dovrebbe aspettarsi mesi, non settimane.

Dopo il decreto definitivo resta la trascrizione nei registri di stato civile, che il comune chiude in genere entro 30 giorni dalla richiesta.

Se la Prefettura dice no

L’articolo 89 chiede un’istanza motivata, e la Prefettura valuta se le ragioni sono fondate. Un rifiuto non si supera ripresentando la stessa domanda: si impugna davanti al TAR entro 60 giorni.

Questa è l’unica fase in cui la pratica diventa davvero costosa. Al contributo unificato per il ricorso amministrativo, 650 euro secondo l’articolo 13 del DPR 115/2002, si somma la parcella del legale, con IVA, cassa forense e spese generali. Si arriva facilmente a quattro cifre, cioè venti o trenta volte il costo della domanda iniziale. Per capire come si compone una parcella forense c’è la guida su quanto costa un avvocato.

Il modo più economico di gestire questa voce è non arrivarci: una domanda documentata, con le ragioni spiegate e le prove allegate, è la difesa migliore contro un diniego.

Questa pagina riguarda la via amministrativa ordinaria del DPR 396/2000. Altri percorsi, come quelli che passano dal tribunale, seguono regole e costi diversi e non sono compresi negli importi qui sopra.

Come abbiamo verificato questi importi

Gli importi dei bolli vengono dalle pagine di servizio dei comuni che li incassano e dalle istruzioni consolari per chi presenta la domanda dall’estero, non da stime. Abbiamo confrontato le schede dei comuni di Genova, Chiavari, Brescia, Torino e Pavullo nel Frignano e abbiamo tenuto solo le voci su cui concordano. I link sono nell’elenco delle fonti qui sotto.

Il totale di 48 euro è il caso ordinario, con nascita e residenza nello stesso comune. Dove le schede comunali usavano nomi diversi per lo stesso passaggio lo abbiamo segnalato sopra, invece di sommare due volte la stessa voce.

I riferimenti normativi citati in pagina sono DPR 396/2000 (articoli 89 e 93), DPR 642/1972 (articolo 3 della Tariffa), DPR 115/2002 (articolo 13), la risposta a interpello dell’Agenzia delle Entrate n. 267 del 22 ottobre 2025 e la circolare del Ministero dell’Interno n. 87 del 2025. Verificate sempre con la Prefettura della vostra provincia prima di presentare la domanda: i bolli non cambiano, la modulistica sì.

Fonti

  1. Decreto cambio nome/cognome: affissioni all'albo pretorioComune di Genovaconsultato il 9 ottobre 2026
  2. Affissione e trascrizione cambio nome e/o cognomeComune di Chiavariconsultato il 9 ottobre 2026
  3. Cambio nome/cognomeComune di Bresciaconsultato il 9 ottobre 2026
  4. Dare attuazione al decreto prefettizio di cambio nome e/o cognomeComune di Torinoconsultato il 9 ottobre 2026
  5. Richiesta cambio o aggiunta di cognome o nomeComune di Pavullo nel Frignanoconsultato il 9 ottobre 2026
  6. Istruzioni per il cambio di nome e cognome (art. 89 DPR 396/2000)Consolato Generale d'Italia a Francoforteconsultato il 9 ottobre 2026
  7. Cambio nome e cognome dall'estero: imposta di bollo (risposta n. 267/2025)MisterFiscoconsultato il 9 ottobre 2026
  8. Cambio di nome e cognome: imposta di bollo e istanze presentate all'esteroServizi Demograficiconsultato il 9 ottobre 2026

Domande frequenti

Quanto costa cambiare nome o cognome in Italia?

Nel caso ordinario si pagano tre marche da bollo da 16 €, quindi 48 € in tutto. Diventano 64 € se il comune di nascita e quello di residenza sono diversi, perché l'avviso va affisso in entrambi. Non si paga nulla se il cognome è ridicolo, vergognoso o rivela l'origine naturale della persona.

Serve un avvocato per cambiare cognome?

No. L'istanza si presenta direttamente alla Prefettura e non richiede un legale. Un avvocato serve in pratica solo per impugnare un rifiuto davanti al TAR, dove il ricorso va depositato entro 60 giorni.

Quanto tempo ci vuole?

L'avviso resta affisso 30 giorni consecutivi e chi ha interesse può opporsi nei 30 giorni successivi. A questi due mesi si sommano i tempi di istruttoria della Prefettura, che non sono fissati per legge e variano da provincia a provincia.

Il nuovo codice fiscale si paga?

No. La tessera aggiornata arriva per posta dall'Agenzia delle Entrate senza alcun costo, in genere entro due o tre settimane dalla trascrizione del decreto.

Il cambio di cognome vale anche per i figli?

Non in automatico per i figli maggiorenni, che devono presentare una loro istanza. Per i minori la domanda va firmata da entrambi i genitori, oppure da uno con il consenso dell'altro.