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Quanto costa la visura camerale nel 2026: da 3 euro, e per la vostra è gratis

Il prezzo della visura non lo decide il sito su cui la chiedete: è un diritto di segreteria fissato per legge, uguale in tutta Italia. Chi ve la fa pagare quindici euro sta vendendo un documento che ne costa tre.

A cura di Aggiornato il 3 settembre 2026

Il listino, che è nazionale

I diritti di segreteria sono fissati dal Decreto interministeriale del 20 aprile 2023, in vigore dal 28 giugno 2023. Sono identici in tutta Italia e non dipendono dalla Camera di Commercio competente.

Forma giuridica dell’impresa Visura ordinaria Visura storica
Impresa individuale e artigiana 3,00 € 4,00 €
Società di persone 3,50 € 4,50 €
Società di capitali 5,00 € 6,00 €

Allo sportello della Camera di Commercio le stesse visure costano da 4,00 a 8,00 euro, cioè uno o due euro in più.

Notate quale variabile conta: la forma giuridica dell’impresa che state guardando, non la vostra e non il canale. Cercare una S.r.l. costa più che cercare una ditta individuale, sempre.

Per la vostra impresa non si paga

È la cosa che più spesso non si sa, e vale la pena metterla in chiaro.

Attraverso il cassetto digitale dell’imprenditore, su impresa.italia.it, scaricate gratuitamente la visura della vostra impresa. L’accesso è con SPID, CIE o CNS.

Nel cassetto trovate anche l’indirizzo PEC, i bilanci depositati, le pratiche inviate e gli altri atti. Zero euro, illimitato.

Se entrate e non vedete la vostra azienda, quasi sempre il motivo è che il vostro ruolo non risulta correttamente censito nel Registro delle Imprese. Si risolve aggiornando la posizione, non pagando la visura.

Chi ve la vende a quindici euro

Cercando “visura camerale” trovate molti siti che ve la forniscono a cifre ben superiori a quelle qui sopra.

Non stanno truffando nessuno: sono distributori autorizzati che rivendono lo stesso identico documento aggiungendo un proprio margine. Il PDF che ricevete è quello del Registro delle Imprese, con lo stesso contenuto e lo stesso valore.

Quello che pagate in più è l’intermediazione: un’interfaccia più semplice, la ricerca per nome anziché per partita IVA, a volte l’assistenza.

Sapendo che il documento ufficiale costa da 3 a 6 euro su registroimprese.it, potete decidere consapevolmente se quel servizio vale la differenza. Il punto non è che siano da evitare: è che vanno scelti sapendo quanto costa l’alternativa.

Ordinaria o storica

L’ordinaria è la fotografia di adesso: denominazione, sede, oggetto sociale, capitale, cariche, poteri di firma, codice ATECO, PEC. Sono tipicamente tre-otto pagine. È quella che serve per verificare un fornitore o un cliente nuovo.

La storica ricostruisce tutte le variazioni dalla costituzione a oggi. Per una società di lunga data può superare le cinquanta pagine. Serve quando vi interessa l’evoluzione: cambi di compagine sociale, passaggi di amministratore, variazioni di capitale.

Per una verifica commerciale ordinaria basta la prima. La storica ha senso in due casi: due diligence su una società che state per acquisire o con cui state per firmare qualcosa di rilevante, e contenziosi.

Visura e certificato non sono la stessa cosa

Questa confusione costa tempo a molte persone.

La visura ha valore informativo. Non è un certificato, non richiede imposta di bollo e potete richiederla per qualsiasi impresa senza giustificare il motivo.

Il certificato camerale è un atto certificativo. Può richiedere il bollo, ha un costo diverso e una validità di sei mesi dal rilascio.

Se una banca vi chiede un certificato di vigenza per un finanziamento, o se serve per una gara d’appalto, la visura non basta. Verificate sempre quale dei due vi stanno chiedendo prima di comprare quello sbagliato.

Come richiederla, in pratica

Sul portale registroimprese.it serve la partita IVA o il codice fiscale dell’impresa. L’accesso è con SPID, CIE o CNS, il pagamento avviene tramite PagoPA e il PDF firmato digitalmente arriva subito.

Allo sportello camerale serve un appuntamento, e come detto costa uno o due euro in più.

Per la vostra impresa, il cassetto digitale e basta.

Un’ultima cosa utile a chi lavora con l’estero: esiste anche la visura in inglese, e per l’uso all’estero può servire un certificato multilingue anziché la semplice visura.

Il contesto: quanto costa tenere in piedi un’impresa

La visura è una delle spese più piccole della vita di un’azienda, ma è quella che ricorre più spesso: ogni fornitore nuovo, ogni cliente da verificare, ogni gara.

Se state valutando di mettervi in proprio, la voce che pesa davvero è un’altra: trovate i conti completi nella guida su quanto costa aprire la partita IVA.

Come abbiamo verificato questi dati

Gli importi derivano dai diritti di segreteria fissati dal Decreto interministeriale del 20 aprile 2023, in vigore dal 28 giugno 2023.

Si tratta di tariffe soggette ad aggiornamento con provvedimenti ministeriali: l’importo esatto vi viene comunque mostrato dal sistema al momento della richiesta, prima del pagamento.

Domande frequenti

Quanto costa una visura camerale nel 2026?

Da 3,00 euro per la visura ordinaria di un'impresa individuale a 6,00 euro per la visura storica di una società di capitali, richieste per via telematica. Sono diritti di segreteria fissati dal Decreto interministeriale del 20 aprile 2023, uguali in tutta Italia.

La visura della mia impresa è davvero gratuita?

Sì. Attraverso il cassetto digitale dell'imprenditore, accessibile con SPID, CIE o CNS su impresa.italia.it, scaricate gratis la visura della vostra impresa, insieme a PEC, bilanci e pratiche depositate. Se non vedete l'azienda, di solito il problema è che il vostro ruolo non risulta aggiornato nel Registro.

Perché alcuni siti la fanno pagare molto di più?

Perché rivendono lo stesso identico documento aggiungendo un margine. Il PDF che ricevete è quello del Registro delle Imprese e la sua validità non cambia: state pagando solo l'intermediazione.

Che differenza c'è tra visura ordinaria e storica?

L'ordinaria fotografa la situazione attuale dell'impresa: sede, oggetto sociale, cariche, poteri di firma. La storica ricostruisce tutte le variazioni dalla costituzione a oggi ed è quella che serve per una due diligence o un contenzioso. Costa circa un euro in più.

La visura vale come certificato?

No, e la distinzione conta. La visura ha valore puramente informativo e non richiede imposta di bollo. Il certificato camerale è un atto certificativo, può richiedere il bollo e ha una validità di sei mesi. Se una banca o una gara d'appalto chiede un certificato, la visura non basta.

Conviene andare allo sportello?

No, se non avete un motivo specifico. Allo sportello della Camera di Commercio la stessa visura costa da 4 a 8 euro, cioè uno o due euro in più della versione telematica, e va richiesta su appuntamento anziché essere disponibile subito in PDF.