Quanto costa aprire la partita IVA nel 2026: gratis, e poi 4.600 euro
L'apertura è gratuita, ed è vero. Ma tra un consulente e un negoziante che aprono lo stesso giorno può passare una differenza di 4.600 euro l'anno, decisa prima ancora di emettere la prima fattura.
L’apertura in sé è gratuita, e questo è vero
Nessun trucco: aprire la partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate non costa nulla. Il modello AA9/12 si invia in via telematica e non prevede tasse di concessione, imposta di registro o marche da bollo.
Se siete consulenti, web designer, copywriter, formatori, e non avete un albo con cassa di previdenza, il costo vivo dell’apertura è zero euro.
Se invece vendete beni o svolgete un’attività manuale, dovete iscrivervi al Registro Imprese tramite ComUnica, e lì si paga:
| Voce | Importo |
|---|---|
| Imposta di bollo, iscrizione Registro Imprese | 17,50 € |
| Diritti di segreteria Camera di Commercio | 18,00 € |
| Diritto annuale camerale | da 53 € |
| Totale apertura ditta individuale | circa 88,50 € |
Quindi la risposta alla domanda del titolo è: zero, oppure ottantotto euro e mezzo. Ed è la parte meno importante di tutta questa pagina.
Il vero bivio è l’INPS, e non lo scegliete voi
Qui sta la differenza che vale migliaia di euro, e che quasi nessuna guida mette in cima.
Gestione Separata. Riguarda i professionisti senza albo e senza cassa. Si versa il 26,07% del reddito e non esiste un minimale: se in un anno non guadagnate nulla, non versate nulla.
Gestione Artigiani e Commercianti. Riguarda chi vende beni o svolge attività manuali. Si versa un contributo fisso annuo anche a fatturato zero: nel 2026 circa 4.521 euro per gli artigiani e circa 4.612 per i commercianti. Sopra la soglia di reddito di 18.808 euro si aggiunge una percentuale sull’eccedenza.
| Gestione Separata | Artigiani / Commercianti | |
|---|---|---|
| Contributo minimo a reddito zero | 0 € | circa 4.500 – 4.600 € |
| Sistema | % sul reddito (26,07%) | fisso + % sull’eccedenza |
| Chi ci rientra | professionisti senza cassa | chi vende beni o lavora con le mani |
Un consulente e un negoziante che aprono lo stesso giorno, entrambi senza fatturare un euro nel primo anno, chiuderanno l’anno con una differenza di oltre 4.500 euro. Non è una scelta: dipende dal codice ATECO e dall’attività reale.
Se siete artigiani o commercianti, questa è la prima cosa da verificare prima di aprire, non l’ultima.
Le riduzioni, che vanno chieste
Chi rientra nella gestione artigiani e commercianti ed è in regime forfettario può chiedere una riduzione del 35% dei contributi fissi. Il conto scende da circa 4.600 a circa 3.000 euro l’anno.
Per chi apre per la prima volta è prevista un’agevolazione più forte nei primi trentasei mesi.
Entrambe si ottengono su domanda. Non scattano da sole, e chi non le richiede paga la cifra piena.
I costi fissi annuali, tutti
| Voce | Forfettario | Ordinario |
|---|---|---|
| Commercialista | 250 – 1.200 € | 800 – 2.500 € |
| INPS Gestione Separata | 26,07% del reddito | idem |
| INPS Artigiani / Commercianti | circa 4.500 € + % oltre il minimale | idem |
| Diritto camerale annuale | 53 – 120 € | 53 – 120 € |
| PEC | 5 – 15 € | 5 – 15 € |
| Software fatturazione elettronica | 0 – 300 € | 0 – 300 € |
| Firma digitale | 20 – 40 € una tantum | 20 – 40 € una tantum |
Il diritto camerale lo pagano solo le ditte individuali: i liberi professionisti non sono iscritti alla Camera di Commercio e quella riga per loro non esiste.
La fatturazione elettronica può costare zero: il portale dell’Agenzia delle Entrate offre il servizio gratuitamente. I software a pagamento comprano comodità, non conformità.
Il commercialista: tre fasce, non un prezzo
| Tipo | Costo annuo indicativo |
|---|---|
| CAF | 250 – 500 € |
| Commercialista online | 400 – 900 € |
| Studio tradizionale | 1.000 – 2.500 € |
Molti servizi online includono gratuitamente l’apertura della partita IVA se si sottoscrive un piano annuale. È un’offerta d’ingresso reale, ma va letta guardando il costo del secondo anno, non del primo.
Per la sola pratica di apertura, senza gestione, un professionista chiede in genere tra 30 e 150 euro come libero professionista, e tra 300 e 500 euro per una ditta individuale con iscrizione camerale.
La voce che spunta all’ultimo: la SCIA
Se aprite un’attività commerciale, artigianale o di somministrazione, quasi certamente serve la SCIA al Comune.
Il costo cambia molto: dipende dal Comune e soprattutto dall’intermediario che vi aiuta a compilarla. Le rilevazioni parlano di importi che partono da qualche centinaio di euro e in alcuni casi superano il migliaio.
È la spesa che manca da quasi tutti i preventivi iniziali, e non è piccola.
Due conti veri
Consulente, regime forfettario, primo anno a 15.000 euro di ricavi. Apertura 0 €, commercialista online 500 €, PEC 10 €, fatturazione elettronica 0 €. INPS Gestione Separata sul reddito imponibile. Costi fissi non fiscali: circa 510 euro.
Negozio, regime forfettario, primo anno a 15.000 euro di ricavi. Apertura 88,50 €, commercialista 700 €, diritto camerale 56 €, PEC 10 €, INPS fisso con riduzione del 35% circa 3.000 €. Costi fissi: circa 3.855 euro.
Stesso regime, stesso fatturato, stesso anno. La differenza sta quasi tutta in una riga.
Come abbiamo verificato questi dati
Gli importi di apertura derivano dalle tariffe del Registro Imprese e dai diritti camerali in vigore nel 2026. Gli importi INPS sono quelli comunicati per il 2026 per le gestioni artigiani e commercianti; le fasce del commercialista sono rilevazioni di mercato, non tariffe.
Questa pagina ha finalità informative e non sostituisce la consulenza di un professionista. Inquadramento previdenziale, codice ATECO e scelta del regime hanno conseguenze che vanno oltre il costo, e un errore iniziale è caro da correggere: fatevi seguire prima di aprire, non dopo.
Domande frequenti
Quanto costa aprire la partita IVA?
Per un libero professionista senza albo, zero. L'invio del modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate non prevede bolli né tasse. Per una ditta individuale, artigiano o commerciante, servono circa 88,50 euro tra imposta di bollo, diritti di segreteria e diritto camerale, perché è obbligatoria l'iscrizione al Registro Imprese.
Qual è la spesa più grande?
I contributi INPS, senza confronto. Artigiani e commercianti pagano un contributo fisso di circa 4.500-4.600 euro l'anno anche a fatturato zero. I professionisti iscritti alla Gestione Separata pagano invece una percentuale sul reddito, il 26,07%, senza alcun minimale: a reddito zero non versano nulla.
Si può ridurre il contributo INPS?
Sì, ma solo per artigiani e commercianti. Chi è in regime forfettario può chiedere una riduzione del 35%, che porta il fisso da circa 4.600 a circa 3.000 euro. Per chi apre per la prima volta è prevista una riduzione più forte nei primi tre anni. La domanda va presentata: non è automatica.
Quanto costa il commercialista?
Per un forfettario si va da 250-500 euro l'anno in CAF, a 400-900 euro con un servizio online, fino a 1.000-2.500 euro in uno studio tradizionale. Il regime ordinario costa di più perché comporta più adempimenti.
Serve per forza il commercialista?
Non è obbligatorio per legge. In regime forfettario, con poche fatture e nessuna complicazione, il fai da te è possibile e la fatturazione elettronica si può fare gratis dal portale dell'Agenzia delle Entrate. Il rischio è che un errore su regime, codice ATECO o inquadramento previdenziale costi molto più della parcella.
Quali spese si dimenticano sempre?
La PEC, obbligatoria, dai 5 ai 15 euro l'anno. La firma digitale, 20-40 euro, necessaria per chi si iscrive alla Camera di Commercio. Il diritto camerale annuale, dai 53 ai 120 euro. E per chi apre un'attività commerciale, l'eventuale SCIA da presentare al Comune, che con un intermediario può costare parecchie centinaia di euro.
